Sorelle d’italia

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In merito alla polemica scaturita dall’attacco alla scelta della Giunta di concedere il patrocinio, esclusivamente formale, della Regione Toscana all’iniziativa di Miss Drag Queen Toscana,  io Marchesa Drastik, in quanto parte dell’organizzazione dell’evento in questione, ci tengo a precisare che il sito incriminato che ha sostenuto la manifestazione è un portale che contiene all’interno numerosi link ad altri siti di varia natura, ed una sezione dello stesso, è dedicata appunto agli spettacoli Drag Queen.

Purtroppo non sono molte le realtà  che trattano la forma di comunicazione e intrattenimento Drag Queen nella maniera più consona alla sua reale identità, ed il concorso nasce proprio per questo, per dare visibilità ad una forma di spettacolo diffusissima sul territorio ma ignorantemente accomunata a situazioni che ben poco hanno a che vedere con questo tipo di show.

Si accusa Enrico Rossi di leggerezza nel conferire un patrocinio, ma la leggerezza della accusa credo che sia ben peggiore e volutamente fuorviante.
Tant’è che gli accusatori, si sono soffermati alla sezione del portale relativa ad annunci per incontri evitando accuratamente di prendere atto della natura ben più complessa del sito e non accorgendosi che è già presente al suo interno un link al Cosultorio Transgenere di Torre del Lago, realizzato con l’appoggio e il patrocinio della Regione Toscana, con tanto di Pegaso bene in vista.

L’urgente interpellanza, inoltrata dal gruppo Fratelli d’Italia, risulta pertanto superficiale e male informata.

Aggiungo inoltre, che nelle dichiarazioni della conferenza stampa del consigliere Giovanni Donzelli ci sono ulteriori  inesattezze, ogni riferimento ad un eventuale coinvolgimento di Alessio De Giorgi nella faccenda, infatti, è puramente strumentale.
I siti in questione non sono mai stati di sua proprietà, e tantomeno De Giorgi era l’organizzatore della manifestazione di Marina di Carrara.

 Personalmente credo che il fatto che la Regione Toscana abbia patrocinato ad un evento  il cui scopo è diffondere e promuovere un genere di spettacolo proprio della cultura LGBTQI, (non un concorso di bellezza, come è stato detto) sia un segnale di emancipazione e civiltà veramente esemplare nel panorama italiano, e non un motivo di cui il Governatore Enrico Rossi dovrebbe scusarsi.

 

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Miss Drag Queen Toscana 2013: giuria atto primo

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Giovanna Nocetti

Mi piace aprire questo post con questa foto… la persona ritratta è nata il 10 marzo 1945 (fonte wikipedia) ed è una delle artiste in assoluto più complete che ci siano sulla scena italiana.

Nonostante la conosca di persona e sia al corrente di molti aspetti della sua carriera,  fare anche una breve ricerca sulla sua biografia artistica è stato veramente illuminante!

Di lei ho sempre amato il modo quasi confidenziale con cui generalmente la gente fa seguire al suo nome di battesimo il termine  “la cantante”!  Quasi come se fosse una figura nota di un paese, o come se solo a lei si confacesse quel termine e a nessun altro!
Questo aspetto peculiare non risulta poi così strano se si da una occhiata anche veloce alla sua carriera: musica, vita e spettacolo non sono mai stati così legati insieme a doppio filo:

Non voglio elencare tutte le sue apparizioni televisive, o i prestigiosi premi che le sono stati riconosciuti, ma ci tengo a sottolineare, sicuramente dimenticando qualcosa, che il soggetto di questo mio post, è inteprete, compositore,autore, produttore, editore, ha fondato una etichetta musicale, direttore artistico, regista teatrale, direttore d’orchestra, carissima amica e il 6 Luglio sarà anche giurato nel concorso di Miss Drag Queen Toscana 2013!!

Con affetto e con onore sono felice di avere in giuria Giovanna Nocetti.

con il patrocinio di…

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con il patrocinio di...

Sono onoratissima di comunicare che

per la prima volta quest’anno il concorso di Miss Drag Quen  si fregia del Patrocinio della Regione Toscana, gentilmente concesso dal Presidente  Enrico Rossi.

Un segno molto forte  che decisamente si integra nelle politiche sociali intraprese dal Governatore fino ad oggi e che ben fa sperare per il futuro.  Un segnale indicativo anche nei confronti di tutta quella cultura accademica che spesso prende le distanze dal mondo dello spettacolo drag.

Questa edizione del  concorso, così come l’abbiamo concepita,   vuole essere oltre che un’occasione di intrattenimento, anche momento di riflessione sul percorso di conquista, di visibilità e di dignità delle persone Lesbiche, Gay, Bisex e Transgender, di cui innegabilmente a livello internazionale lo spettacolo “drag” ne è espressione artistica, benchè il principale obiettivo resta quello di promuovere il livello ed il prestigio culturale e professionale delle Drag Queen in Italia.

E adesso a lavoro che il 6 Luglio è vicino…

 

 

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MDQU

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8 Giugno 2013 elezione di Miss Drag Queen Umbria, suo malgrado uno tsunami di ricordi!

Comincia tutto con la partenza, finalmente dopo tanto tempo un viaggetto con Sheila e Lauren. Erano secoli che non vacevamo una trasferta insieme, ma lo spirito è rimasto quello di sempre. Stanchi morti dalla serata precedente, forse più stanchi dello stress e della delusione che della spossatezza fisica reale, ci incamminiamo prima verso Siena, poi verso Perugia. Quella che ci aspetta non è una serata vera e propria…quindi nessuna base da ripassare, nessuna scaletta da redigere…parliamo del concorso di Miss Drag Queen (MDQ), del nostro concorso…quello Toscano…e di quello dove stiamo per andare a presenziare ovvero MDQUmbria. Arriviamo, ambiente amichevole, familiare, autoprodotto e rilassato…mi ricorda molto il GAO dei nostri esordi! Giusto il tempo di prendere confidenza con gli spazi e le persone e si entra nel vivo della serata! Mi chiamano in giuria a valutare le nuove leve che ambiscono al premio finale di Miss Drag Queen Toscana! Inizia la kermesse con la sfilata prima e con le esibizioni poi. Non mi bastano i voti, vorrei prenderle una per una e dire cosa ho amato della loro esibizione, e cosa mi lascia perplessa. Il pubblico è partigiano come sempre nelle selezioni locali, e cerco di non farmi influenzare..anzi ci riesco benissimo perchè inizio ad estraniarmi dal contesto e a farmi una moltitudine di domande su cosa sia una Drag Queen. Proprio poco prima, dietro le quinte, l’abito che avevo portato per la serata mi è caduto in terra, nel pavimento sporco, bagnato di fanghiglia…non posso indossarlo…e opto per un look rockabilly di fortuna con uan bandana una sottogonna di pizzo e la camicia a quadri che avevo indosso legata in vita. Sicuramente sono molto diversa da Lauren e Sheila in abiti da sera, ma non per questo non sono Drag. Questo concetto mi torna alla mente quando dopo un’esibizione viene aperto uno striscione dove c’è scritto “si nasce nudi, tutto il resto è DRAG” ..e ancora una bellissima esibizione dove l’espressività è l’unico artificio, dove il personaggio parla di cose vere…dove la follia della comunicazione stravolta diventa familiare come la meraviglia un bambino che gioca per la prima volta con le bolle di sapone! Che spettacolo che poesia…e io cosa faccio mi viene da chiedere? Comincio veramente a rimettermi in discussione, anche se so che quelle 4 lettere D R A G in realtà hanno al proprio interno una miriade di linguaggi dove anche io trovo una collocazione. Ma si cambia prospettiva, improvvisamente comincio ad avere chiaro che ogni abito sontuoso, ogni artificio scenico, ogni piuma ogni paillette perdono completamente di significato se non portati con quella falsa naturalezza che solo i teatranti hanno. Un corsetto non è bello se i tuoi problemi di respirazione ricadono sul pubblico… una parrucca non è favolosa se ogni secondo deve essere raddrizzata… ogni  coriandolo, cambio d’abito non è godibile se rappresenta un intoppo! Essere Drag è proprio difficile, un misto di tecnica ed espressione, veramente l’equilibrio tra l’essere e l’apparire dove la prevalenza di uno o dell’altro va a intaccare il messaggio. Inutile inebetire il pubblico con un tripudio di piume e penne se non si ha da dire niente, come è inutile voler far passare dei concetti, seppur belli e condivisibili, se prima non riesci ad accaparrarti l’attenzione del pubblico con la tua presenza. La Drag è equilibrio..mai l’avrei pensato!! Grazie giovani drag dell’Umbria!

 

 

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Incomunicabilità elettorale

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E’ con estremo rammarico e disgusto che in questa campagna elettorale mi trovo a fronteggiare atteggiamenti statici e incancreniti. Mi riferisco  allo spirito con cui la maggior parte degli italiani sta vivendo questo momento di fondamentale importanza per il nostro paese.

Ovunque mi rivolga trovo persone pervase da uno spirito di appartenenza di stampo calcistico in pieno delirio di adorazione per questo o quel candidato premier, movimento o partito, con il quale condivide tutto il programma alla lettera (sempre che lo conosca…),  ogni scelta strategica ed ogni cambio di percorso. Premetto che non condanno il vivere passionalmente le proprie idee politiche…anzi l’essere di parte quando ben argomentato è interessante sempre, ma non ho mai compreso i dogmi e la fede incondizionata.

Rimango basita di fronte alla violenza verbale di Grillo e delle sue gruardie del corpo (ormai non si possono più chiamare sostenitori!), alla volgarità costante di tutti i PDLini in preda al panico, ai Bersaniani o Vendoliani che dir si voglia, che devono consultare le ultime dichiarazioni del proprio leader per poterle difendere a spada tratta.

Gli italiani sono un popolo passionale…ma, se solo sapessero dove sfogare tanta passione credo che le cose andrebbero decisamente meglio! Tanto per citare Churchill : “Gli italiani prendonole guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre”

 

rispetto o …?

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“Si puo’ iniziare un blog con un pippone sul rispetto?”
La risposta ovviamente è “Si!” se è proprio questo l’argomento che mi fa venire voglia di scrivere.

E’ da un po’ che il tema in oggetto mi innervosisce alquanto. Non solo perchè ciclicamente mi sento una vittima di questo fenomeno (chiamiamolo così) ma perchè ho il bisogno di sviscerarlo fino in fondo e comprenderlo per far si che non cada anche io in questo perverso meccanismo. Ma cerchiamo di partire dall’inizio…

Nella mia vita mi sono trovata spesso in situazioni in cui la mia presenza, le mie proposte, e perchè no, le mie avances, non fossero gradite. Niente di strano direi, e nessun problema ad incassare il famosissimo 2 di picche, dopo un breve ma intenso arrovellamento di viscere (il famoso”Doh!” di simpsoniana memoria), me ne faccio una ragione e vado avanti per la mia strada.  Fin qui tutto bene, tranne quando il malcapitato interlocutore adduce la propria scelta ad una questione di “RISPETTO”!
Un po’ come il grigio e l’aceto balsamico, sembra che il “RISPETTO” stia bene su tutto, e automaticamente giustifichi ogni tipo di scelta, basta direzionarlo verso l’una o l’altra persona, o verso se stessi addirittura, illuminando chi ne fa uso, di un’aura ingenua e virginale degna del odiosissimo termine politically correct.

Niente di più ipocrita, comodo, e ingannevole. Già, perchè il rispetto non ferisce, il rispetto non è mai ottuso, il rispetto non ha bisogno di tatto, di per sè rende tutto più semplice e accettabile. E’ una sorta di “vorrei ma non posso” che lascia tutto sull’ambiguo ed evita prese di posizione sconvenienti!

Per quanto mi riguarda ho fatto la scelta di non rispettare nessuno, ogni mia presa di posizione sarà motivata e vorrei che altrettanto possa essere fatto con me…solo così vi guadagnerete il mio rispetto….oooops!

 

 

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