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8 Giugno 2013 elezione di Miss Drag Queen Umbria, suo malgrado uno tsunami di ricordi!

Comincia tutto con la partenza, finalmente dopo tanto tempo un viaggetto con Sheila e Lauren. Erano secoli che non vacevamo una trasferta insieme, ma lo spirito è rimasto quello di sempre. Stanchi morti dalla serata precedente, forse più stanchi dello stress e della delusione che della spossatezza fisica reale, ci incamminiamo prima verso Siena, poi verso Perugia. Quella che ci aspetta non è una serata vera e propria…quindi nessuna base da ripassare, nessuna scaletta da redigere…parliamo del concorso di Miss Drag Queen (MDQ), del nostro concorso…quello Toscano…e di quello dove stiamo per andare a presenziare ovvero MDQUmbria. Arriviamo, ambiente amichevole, familiare, autoprodotto e rilassato…mi ricorda molto il GAO dei nostri esordi! Giusto il tempo di prendere confidenza con gli spazi e le persone e si entra nel vivo della serata! Mi chiamano in giuria a valutare le nuove leve che ambiscono al premio finale di Miss Drag Queen Toscana! Inizia la kermesse con la sfilata prima e con le esibizioni poi. Non mi bastano i voti, vorrei prenderle una per una e dire cosa ho amato della loro esibizione, e cosa mi lascia perplessa. Il pubblico è partigiano come sempre nelle selezioni locali, e cerco di non farmi influenzare..anzi ci riesco benissimo perchè inizio ad estraniarmi dal contesto e a farmi una moltitudine di domande su cosa sia una Drag Queen. Proprio poco prima, dietro le quinte, l’abito che avevo portato per la serata mi è caduto in terra, nel pavimento sporco, bagnato di fanghiglia…non posso indossarlo…e opto per un look rockabilly di fortuna con uan bandana una sottogonna di pizzo e la camicia a quadri che avevo indosso legata in vita. Sicuramente sono molto diversa da Lauren e Sheila in abiti da sera, ma non per questo non sono Drag. Questo concetto mi torna alla mente quando dopo un’esibizione viene aperto uno striscione dove c’è scritto “si nasce nudi, tutto il resto è DRAG” ..e ancora una bellissima esibizione dove l’espressività è l’unico artificio, dove il personaggio parla di cose vere…dove la follia della comunicazione stravolta diventa familiare come la meraviglia un bambino che gioca per la prima volta con le bolle di sapone! Che spettacolo che poesia…e io cosa faccio mi viene da chiedere? Comincio veramente a rimettermi in discussione, anche se so che quelle 4 lettere D R A G in realtà hanno al proprio interno una miriade di linguaggi dove anche io trovo una collocazione. Ma si cambia prospettiva, improvvisamente comincio ad avere chiaro che ogni abito sontuoso, ogni artificio scenico, ogni piuma ogni paillette perdono completamente di significato se non portati con quella falsa naturalezza che solo i teatranti hanno. Un corsetto non è bello se i tuoi problemi di respirazione ricadono sul pubblico… una parrucca non è favolosa se ogni secondo deve essere raddrizzata… ogni  coriandolo, cambio d’abito non è godibile se rappresenta un intoppo! Essere Drag è proprio difficile, un misto di tecnica ed espressione, veramente l’equilibrio tra l’essere e l’apparire dove la prevalenza di uno o dell’altro va a intaccare il messaggio. Inutile inebetire il pubblico con un tripudio di piume e penne se non si ha da dire niente, come è inutile voler far passare dei concetti, seppur belli e condivisibili, se prima non riesci ad accaparrarti l’attenzione del pubblico con la tua presenza. La Drag è equilibrio..mai l’avrei pensato!! Grazie giovani drag dell’Umbria!

 

 

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